Qualche giorno fa sono andato, come ogni tre mesi, a donare il sangue al Policlinico di Roma. So quanto il sangue possa essere utile per i pazienti e, anche se non esercito, voglio fare del mio meglio per salvare vite. Credo molto in questa causa, tanto che mi piacerebbe, tra molti anni, diventare Cavaliere della Repubblica per donazioni di sangue (servono 150 donazioni, io starò grosso modo a 12).

Ma questi sono anche i giorni del coronavirus. In una decina di minuti che sono stato lì, l’ematologo ha ricevuto decine di telefonate o messaggi di disdetta dell’appuntamento: tutte persone che sono state recentemente al nord, quindi potrebbero essere a rischio coronavirus, o, più semplicemente, si sono ammalate.

Lazio: una Regione che conta sempre di più sul sangue donato al Nord

Il Lazio, in particolare, affronta un’emergenza costante per quanto riguarda donazioni e trasfusioni. Nel 2018 i donatori erano appena 23,35 ogni mille abitanti residenti, molto al di sotto della media nazionale di 27,8 (il Lazio è penultimo dopo la Campania). Conseguenza naturale di questa carenza è la necessità di richiedere sangue a Regioni più “virtuose”: qui il Lazio è al secondo posto, subito dopo la Sardegna, dove però c’è un’alta concentrazione di malattie che necessitano di trasfusioni periodiche come la talassemia.

Da quali Regioni proviene il sangue di cui hanno bisogno la Sardegna, il Lazio e altre Regioni in difficoltà? Secondo i dati del 2017 dell’Istituto Superiore di Sanità, da Piemonte (27%), Lombardia (16%), Veneto (14%), Provincia Autonoma di Trento (10%) ed Emilia-Romagna (9%). Tutte Regioni del Nord Italia che in questi giorni sono state colpite dal coronavirus!

Le Regioni in cui si dona più sangue sono quelle più colpite dal coronavirus

Le stesse Regioni sono anche ai primi posti per quanto riguarda il numero totale di donatori e donazioni di sangue annuali. Secondo i dati statistici AVIS aggiornati al 31 dicembre 2018:

  1. LOMBARDIA – 258.475 donatori – 478.551 donazioni
  2. EMILIA-ROMAGNA – 143.581 donatori – 246.029 donazioni
  3. VENETO – 123.968 donatori – 204.439 donazioni
  4. PIEMONTE – 111.158 donatori – 177.725 donazioni

Su 1.270.212 donatori sul territorio italiano, poco più della metà (637.182) proviene da Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. E su 2.011.436 donazioni, è il 55% (1.106.744) a provenire dalle 4 Regioni.

Chi è realmente escluso dalle donazioni di sangue

Per donare sangue bisogna essere in buona salute: anche un raffreddore può essere causa di esclusione. E se questo rende più difficili le donazioni durante il periodo di diffusione della normale influenza, figuriamoci quest’anno con il coronavirus.

Oltre infatti a un maggior numero di persone con sintomi influenziali, e che quindi non potranno donare, una circolare del Centro Nazionale Sangue ha previsto un vero e proprio stop di 28 giorni alle donazioni di sangue per tutti coloro che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese o che siano transitati ed abbiano sostato dal 1 febbraio 2020 nei Comuni italiani interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio (Regione Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Regione Veneto: Vò.).

Analogo provvedimento si applica dopo possibile esposizione al rischio di contagio per contatto con soggetti con infezione documentata da SARS-CoV-2 oppure dopo la risoluzione dei sintomi o l’interruzione dell’eventuale terapia per i donatori con anamnesi positiva per infezione da SARS-CoV-2. I provvedimenti, che includono anche chi è in buona salute e non ha sintomi influenzali, sono del tutto precauzionali visto che non è documentata la trasmissione del virus per via trasfusionale.

Affrontare il “panico da virus” per andare a donare

Chi non è interessato dalle misure ed è in buona salute, ricordano il CNS e le associazioni e federazioni dei donatori, può invece andare a donare tranquillamente, seguendo le stesse precauzioni indicate per la popolazione generale. “Andiamo a donare senza paura. Il coronavirus non è un pericolo per chi decide di donare sangue o riceverlo” raccomanda il presidente di AVIS Regionale Lombardia Oscar Bianchi. E per l’occasione il CNS pubblica un post su Instagram con una guida per la donazione di sangue “ai tempi del coronavirus”:

 

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Vuoi donare il #sangue? Ecco qualche consiglio per garantire la massima sicurezza a #donatori e #pazienti. . #coronavirus

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In un periodo in cui si prendono d’assalto i supermercati, ci si barrica in casa e si fanno scorte di mascherine e Amuchina, è importante ribadire l’importanza di uscire di casa per andare a donare il sangue. Quanti donatori delle 4 Regioni “virtuose” in buona salute si sentiranno scoraggiati o minacciati e decideranno, per una volta, di restare a casa? In Ligura il calo di donazioni di sangue è già realtà. Facciamo molta attenzione: il “panico da coronavirus” che trattiene a casa i donatori di sangue potrebbe fare molte più vittime del virus vero e proprio.

Fonti:
Emergenza sangue nel Lazio/
Solidarietà tra Regioni per le donazioni di sangue
Dati su donatori e donazioni Regione per Regione
Calano le donazioni di sangue in Liguria