di , 24/11/2023

Il tema del futuro dell’innovazione digitale è stato al centro dell’ultima sezione dell’Italian Summit di Frontiers Health 2023.
Le due sessioni condotte da Roberto Ascione, CEO di Healthware Group e Presidente della Conferenza, hanno esplorato le prospettive di crescita dei servizi digitali per la salute, offrendo punti di vista provenienti dal mondo assicurativo, dall’industria farmaceutica e dalla comunità medica.

Il primo momento, concentrato sul tema “Evoluzione dei servizi digitali per la salute: la prospettiva del settore assicurativo e farmaceutico”, ha visto la partecipazione di Massimo Piana, Chief Operating and Innovation Officer di UniSalute (Unipol Group), e Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia, che si sono alternati nei loro interventi.

Il ruolo delle assicurazioni nell’innovazione digitale in sanità

Durante il suo intervento, il Dottor Piana ha delineato il ruolo del settore assicurativo nel panorama della salute digitale in Italia. Piana ha approfondito il concetto di salute digitale all’interno di un quadro più ampio: un ecosistema dotato di una serie di risorse e proposte volte a gestire, in modo integrato, le questioni legate alla salute dei propri clienti.

Questo ecosistema non si limita solamente agli strumenti assicurativi, ma si estende anche ai servizi, come i poliambulatori, le aziende specializzate nel welfare aziendale e persino le società focalizzate sulla digital health.

I servizi di digital health sono servizi medici. Quindi, l’organizzazione di un ecosistema in questo contesto fa sì che poi devi confezionare un’offerta andando a prendere i contenuti erogati da quelle società che sono intitolate da medici, sia parte dell’ecosistema privato, sia in collaborazione con il pubblico

Piana ha enfatizzato il ruolo della digital health come acceleratore e facilitatore nella creazione di servizi complementari e integrativi alle coperture assicurative, in modo da soddisfare le nuove esigenze dei clienti. Ha, inoltre, identificato fattori chiave per il successo nell’integrazione di servizi innovativi nell’offerta assicurativa: la conformità normativa, la credibilità, la formazione e l’innovazione.

Basandosi sull’esperienza di Unisalute, Piana ha evidenziato che il divario tra domanda e offerta dei servizi aggiuntivi non risiede principalmente nei contenuti, bensì sulla customer experience, nel modo in cui si coinvolge e nell’integrazione delle soluzioni in un’offerta completa. In questo scenario, il contributo delle startup nel modello complessivo di offerta, poiché solo così i clienti potranno apprezzare il valore dei servizi proposti.

L’impegno dell’industria nell’evoluzione del patient journey

Valentino Confalone è intervenuto sull’importanza e la complessità del patient journery e sulla sua rimodulazione, aspetto trascurato dal dibattito politico.

Se questi percorsi non verranno ridisegnati dal basso, dai clinici, dalle startup, dall’industria e dai pazienti, difficilmente essi verranno implementati dall’alto, vale a dire da istituzioni e regolatori. Se ci limitiamo a sviluppare l’infrastruttura e a rendere digitale il sistema ma non cambiamo il percorso del paziente, completeremo solo l’1% di ciò che la digitalizzazione può realizzare.

Successivamente, l’intervento ha approfondito i modelli di partnership pubblico-privato e il loro ruolo come motore dell’innovazione e fonte di best practice da replicare.

Confalone ha sottolineato l’impatto dell’innovazione digitale non solo nell’ambito della ricerca, ma anche in altri settori delle aziende farmaceutiche, come ad esempio quella del manifacturing.

Il secondo momento di questa sessione, focalizzato sul tema “Il medico di domani tra innovazione tecnologica, di processo e delle competenze”, ha visto interventi da parte di Alberto Oliveti, Presidente della Fondazione Enpam, e Silvestro Scotti, Segretario Generale della FIMMG.

Il progetto “Casa Comunità Spoke” di Fondazione ENPAM

Il Presidente Oliveti ha presentato il nuovo progetto “Casa di Comunità Spoke” proposto dalla Fondazione ENPAM. Partendo dal presupposto che il modello della nuova medicina territoriale, delineato e previsto dal PNRR, identifica la casa del cittadino come il primo luogo di cura, Oliveti considera cruciale stabilire un collegamento tra la dimora del cittadino e la rete delle Case di Comunità prevista dal Piano.

Il nostro progetto è molto semplice: rilanciare la rete degli studi professionali dei medici di famiglia e dei Pediatri di libera scelta. Vogliamo proporre un supporto, senza costi aggiuntivi per il SSN, che consenta a questi studi professionali di espandersi ed aggregarsi sul territorio, in modo che possano essere un passaggio fondamentale fra l’uscio di casa del cittadino e l’articolazione dell’assistenza integrata ospedale-territorio.

In concreto, gli studi, composti da equipe multidisciplinari di professionisti quali specialisti e infermieri, dovranno essere interconnessi tra loro per assicurare la disponibilità di tutti i dati e le informazioni necessarie per alimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), garantendo così la continuità delle cure e fornendo servizi di telemedicina.

Per raggiungere questo obiettivo, ENPAM propone l’impiego di Tech2Doc, la piattaforma tecnologica della Fondazione ENPAM già disponibile per la comunità medica. Originariamente sviluppata per fornire ai medici informazioni all’avanguardia sulla tecnologia e sulla digitalizzazione nel settore sanitario, Tech2Doc sarà potenziata per connettere la rete degli studi professionali “Spoke” e offrire i servizi digitali di cui hanno bisogno.

La digitalizzazione come mezzo per ridurre la burocrazia nel lavoro del MMG

Il Dottor Scotti, durante il suo intervento, ha sottolineato come in Italia il numero dei Medici di Medicina Generale (MMG) sia tra i più passi in Europa. Questo rende necessario un aumento degli investimenti e dell’evoluzione digitale per migliorare la capacità di assistenza della medicina generale, garantendo al contempo il mantenimento e il miglioramento degli attuali livelli di carico di lavoro.

Il primo silos che occorre abbattere in molte realtà è il presupposto che l’evoluzione digitale non debba prendere in considerazione il dialogo con il know-how professionale del soggetto interessato dal modello di evoluzione che essa andrà ad implementare.

Secondo Scotti, il medico del futuro dev’essere un professionista che potrà disporre di una tecnologia digitare user friendly, amichevole, configurata in modo tale da non invadere l’ambito intellettuale della pratica medica, ma piuttosto di assorbire tutte le funzioni considerate come “burocrazia digitale”.

Esiste un know how professionale che è quello che deve creare il collante fra i servizi digitali e il paziente, e ciò significa che questi servizi digitali devono essere intelligibili al medico.

L’attuale processo di digitalizzazione nel campo della sanità, secondo il Dottor Scotti, è orientato allo sviluppo di modelli manageriali e gerarchici piuttosto che interessati alla creazione di ecosistemi digitali informatici facili da connettere fra loro.
Quando si sviluppa un modello di stampo gerarchico si impone un sistema top-down, ma in realtà questi sistemi funzionano in una logica bottom-up, quindi se partono dalle basi.

Roberto Ascione e il Dottor Scotti hanno anticipato, alla fine della sessione, la prossima presentazione di una piattaforma dedicata ai MMG. Questa piattaforma consentirà ai medici di interagire digitalmente con i propri pazienti.

La realizzazione di questo progetto è stata resa possibile grazie a un accordo quadro con Paginemediche.
Questa partnership consentirà al medico di avere a disposizione immediata uno strumento in grado di semplificare una serie di processi burocratici e di connettere il cloud dei dati relativi al paziente con gli obiettivi specifici del patient journey.


Frontiers Health 2023