Il ritorno alla normalità prevede l’utilizzo dell’App di contact tracing Immuni

Il commissario Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza che dispone l’utilizzo dell’App di tracciamento del contagio del Covid-19.

L’App Immuni è stata sviluppata da Bending Spoons, il primo sviluppatore di App in Europa, che concederà il suo prodotto in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua.

Come funziona l’app?

Grazie alla tecnologia Bluetooth, si potrà stabilire se si rispetta la regola del distanziamento sociale o meno. L’app, infatti, una volta attivata, registrerà tutti i codici indentificativi anonimi con cui si entra in contatto, inclusi i codici di chi ha dichiarato o dichiarerà di essere positivo al Covid-19.

Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo, dietro consenso del soggetto stesso, gli operatori sanitari inseriscono un codice nel sistema. A questo punto il sistema invia la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

L’App si compone di due sezioni:

  • un diario clinico: con tutte le informazioni personali più rilevanti (sesso, età, farmaci assunti, malattie pregresse, etc) per tenere traccia del proprio stato di salute e dell’evoluzione dei sintomi;
  • una sezione di tracciamento delle persone incontrate: il bluetooth consentirà di rilevare la vicinanza di due smartphone entro un metro; l’utente, quindi, saprà se è venuto in contatto con una persona positiva al Covid-19.

Chi userà l’App?

L’App è scaricabile gratuitamente dagli store iOS e Android, fin dal 1 Giugno 2020, per gli utenti con Sistema Operativo aggiornato all’ultima versione (iOs 13.5 per gli iPhone, mentre per Android serve almeno la versione 6 con Google Play Services aggiornati alla versione 20.18.13). Per ora l’App non è disponibile per i dispositivi Huawei, sprovvisti di Google Play.

A dare il via all’utilizzo dell’Applicazione saranno i SSR di Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia*.

Speriamo in una massiccia adesione volontaria dei cittadini – ha sottolineato il commissario Arcuri – speriamo possano sopportare e supportare il sistema di tracciamento dei contatti, che ci servirà a capitalizzare l’esperienza della fase precedente ed evitare che il contagio si possa replicare

Secondo i ricercatori dell’Università di Oxford, l’App dovrebbe essere utilizzata dal 60% della popolazione per poter essere davvero efficace. Anche se il virologo Andrea Crisanti ritiene che così potremmo tracciare solo il 9% dei positivi.

A Singapore l’app è stata scaricata da circa il 20% della popolazione, mentre non si possono fare paragoni con i Paesi europei perché siamo fra i primi ad adottare una soluzione del genere.

I pro e contro

Gli utenti che decideranno di scaricare l’applicazione, contribuiranno a tutelare sé stessi e le persone che incontreranno. Anche nei viaggi fuori confine.
Nessuno, però, sa chi ha ricevuto la notifica e se deciderà o meno di contattare il medico o mettersi in autoisolamento.
Cinque Regioni, però, potrebbero non essere in grado di fronteggiare l’emergenza per la scarsità di tamponi o personale preposto alla verifica degli stessi: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Liguria.

Insomma, sta a noi cittadini fare il primo passo verso l’adozione dell’App, mentre spetta alle Regioni l’onere di far convergere il tracciamento manuale dei contatti con la gestione di chi si auto denuncerà dopo aver ricevuto la notifica di Immuni, oltre alla capacità di cui sopra di fare tamponi tempestivi e mirati.

*Aggiornamento:
La Liguria ha sottolineato la necessità di formare il personale che sarà coinvolto, dai medici di base agli uffici di prevenzione.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, invece, ha ritirato la disponibilità a partecipare al test perché Immuni non permette di contattare direttamente chi è a rischio.

Vai al sito dell’Applicazione Immuni