di , 07/09/2026

In un’epoca in cui lo spreco alimentare rappresenta una delle sfide globali più urgenti, la tecnologia può diventare un potente alleato per promuovere abitudini sostenibili a tavola.

A valle del Premio Fabula, abbiamo intervistato Matteo Morvillo, giovanissimo sviluppatore, nominato lo scorso 7 maggio Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella insieme all’amico e socio Amedeo Valestra, e inserito da StartupItalia tra i 20 giovani innovatori del 2025. Con la sua app  Cucinalo, Matteo sta dimostrando come l’intelligenza artificiale possa trasformare la gestione quotidiana del cibo in modo semplice e accessibile.

Cucinalo: Ricette Svuota Frigo

  • Cos’è: un’app basata sull’IA pensata per combattere lo spreco alimentare e “svuotare il frigo”.
  • Come funziona: Basta scattare una foto o digitare gli ingredienti a disposizione per ottenere ricette su misura in pochi secondi.
  • Cosa offre: Idee per piatti veloci, facili, salutari e opzioni “fit”.
  • A chi si rivolge: a chi cerca una cucina sostenibile e vuole ottimizzare la programmazione dei pasti quotidiani.

D: Viviamo in un’epoca in cui lo spreco alimentare rappresenta una delle emergenze globali più critiche: in che modo un progetto digitale può contribuire a cambiare concretamente le abitudini quotidiane delle persone a tavola?

R: L’idea è nata dall’amicizia con Amedeo Valestra e dalla volontà di risolvere un problema comune, soprattutto tra i più giovani. Se una nonna apre il frigo, sa già cosa cucinare con quello che ha, noi ragazzi spesso non abbiamo la stessa esperienza. Cucinalo nasce per azzerare gli sprechi partendo proprio da ciò che si ha in casa. L’app registra gli alimenti nel frigorifero e, combinandoli con una dispensa base di ingredienti comuni presenti nelle case degli italiani, sfrutta l’intelligenza artificiale per generare ricette su misura.

D: Dal punto di vista tecnico, quanto è stato complesso integrare l’intelligenza artificiale e i modelli di visione artificiale per fare in modo che una semplice foto degli ingredienti si trasformasse in ricette equilibrate e pronte all’uso?

R: Nelle prime fasi non è stato semplice, sia perché i modelli di visione per sviluppatori indipendenti erano ancora acerbi, sia per questioni di design del prodotto. All’inizio bisognava disporre tutti gli ingredienti sul tavolo per fare una foto nitida. Oggi l’algoritmo riconosce i cibi anche se parzialmente nascosti nel frigo.

Inoltre, stiamo lavorando a un aggiornamento importante: per eliminare la frizione di dover aggiornare manualmente la dispensa, abbiamo sviluppato un motore statistico basato sul comportamento dell’utente. L’IA lavorerà “sotto il cofano” per stimare ciò che c’è in casa e suggerire ricette in modo proattivo tramite notifiche, senza rendere obbligatorio lo scatto della fotografia.

D: Qual è la funzionalità più apprezzata dagli utenti e come si evolverà l’esperienza d’uso?

R: La funzione preferita resta la generazione di ricette basata sugli ingredienti disponibili a casa. L’obiettivo ora è rendere il processo il più fluido e proattivo possibile. Con i prossimi aggiornamenti, l’utente riceverà direttamente una notifica con la ricetta ideale pronta da consultare, riducendo al minimo i passaggi manuali.

D: Se dovessi dare un consiglio spassionato a un tuo coetaneo che ha un’intuizione nel cassetto ma teme di non essere abbastanza grande o pronto per realizzarla, cosa gli diresti basandoti sulla tua esperienza?

R: Il consiglio principale è iniziare e pubblicare il prima possibile. Quando si è giovani si ha il tempo di sbagliare e imparare. Noi stessi abbiamo riprogettato l’applicazione tre volte prima di trovare la struttura ideale. All’inizio conta la passione; successivamente, a questa va affiancato lo studio per trasformare l’intuizione in un progetto strutturato e sostenibile.